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È anche grazie al suo passato tormentato che il Rum ha mantenuto intatto fino a oggi tutto il suo fascino da outsider, segnato dall'ingombrante presenza dei più altolocati Whisky o Brandy.

 

A discapito delle sue umili origini, iniziate tra le piantagioni di cotone e i vascelli dei pirati dai palati meno raffinati, questo prezioso distillato dal colore ambrato oggi sta vivendo un periodo di grande popolarità come protagonista indispensabile di numerosi cocktail e degustazioni in bicchiere. Scegliere una buona qualità di Rum non è sempre facile! Vediamo cosa valutare al momento dell’acquisto.

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Come scegliere il Rum

Provenienza e invecchiamento ci aiuteranno a identificare le caratteristiche del Rum. Il Rum cubano è sicuramente quello più conosciuto e venduto: più leggero degli altri distillati, filtrato e chiarificato, dal gusto morbido e mai troppo intenso. Questo tipo di Rum si mostra particolarmente indicato per la preparazione di cocktail a base di succhi di frutta, ma è eccellente anche assaporato puro.

Il Rum giamaicano risulta essere decisamente più speziato. Riconoscibile anche dal suo coloro particolarmente scuro, potrà essere bevuto liscio o apprezzato in diversi cocktail, come il Dark and Stormy e il Mai Tai.

Coloro che invece prediligono i sapori più ruvidi potranno optare per il Rum Demerara della Guyana britannica, apprezzatissimo per le sue decise note di tabacco, caramello e vaniglia.

L’invecchiamento nelle botti

L'invecchiamento tipico del Rum dei Caraibi prevede lunghi periodi in botti di rovere americano. Queste dovranno essere vergini, cioè mai utilizzate prima, in caso di produzione del Bourbon. Insieme all'invecchiamento, un'importante rilevanza sulle caratteristiche finali del Rum è costituita dal blending: effettuato generalmente dopo l’invecchiamento, prevede una miscelatura di diverse annate o partite.

Un modo semplice per riconoscere a colpo d'occhio l'invecchiamento del Rum è quello di osservare il suo colore: più scuro sarà e più il prodotto avrà subito un invecchiamento maggiore, a eccezione del Rum bianco.

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Alcuni falsi miti da sfatare 

Spesso si crede che l'intensità scura del Rum sia sinonimo di qualità. In realtà questo dipende dalla tipologia dei legni utilizzati e dal tempo in cui esso riposa in botte.

Stesso discorso per la correlazione tra bontà e invecchiamento del Rum: non è sempre così. In realtà un Rum invecchiato 12 anni nei Caraibi avrà le stesse caratteristiche tanniche di un Rum Scozzese invecchiato 30 anni! Questo perché il clima, le temperature e le condizioni ambientali hanno una rilevante importanza sui tempi di invecchiamento.

 


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