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Gli ultimi tempi hanno visto questa qualità di vino iniziare a prendere il posto che gli spetta nell’Olimpo, vicino ai più famosi vini rossi e bianchi. Purtroppo, nell’immaginario comune, è stato spesso declassato come un incrocio, peraltro un falso mito ed anche pratica illegale, ma i nuovi trend lo stanno decisamente rivalutando, grazie alla sua versatilità e freschezza. La perfetta via di mezzo tra bianco e rosso.

Una leggenda sulle sponde di un lago

Secondo un'antica leggenda, il vino rosato vede la luce, per caso, in un piccolo villaggio sulle sponde del Lago di Garda, per mano di un prete. Egli possedeva un orto nel quale coltivava la vite per produrre il vino per le messe, ma essendo molto pigro, era solito lasciar fare tutto il lavoro agli altri viticoltori. Stanchi di doversi accollare questa incombenza, non continuarono ad assecondare la pigrizia del prete, che si ritrovò così a mani vuote. Quest’ultimo decise allora di intrufolarsi nelle cantine del villaggio e rubarne il vino, non ancora opportunamente fermentato dalle botti dei viticoltori. Il prete fu presto scoperto, a causa del peculiare colore rosato, invece del classico rosso profondo. Questo fatto incentivò la creatività dei viticoltori del villaggio, che iniziarono a produrre il vino rosato.

Una storia controversa

Tralasciando leggende suggestive, tutt'oggi tra gli storici è ancora acceso il dibattito sulle reali origini di questo vino.

In Italia si fa risalire la sua adozione nella produzione e sulle nostre tavole nel corso del XX secolo, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando nella cantina Leone de Castris, venne realizzato il primo Five Roses, ottenuto da 90% Negroamaro e 10% Malvasia Nera, che dall’Italia fu esportato negli Stati Uniti. 

Secondo altri storici dell’enologia, la nascita del vino rosato è da collocarsi in Francia, dove tutt'oggi gode di grande fama, tale da essere il vino prediletto nelle festività Natalizie, grazie alla sua leggerezza e versatilità.

vino rosato novara

Dal frutto alla bottiglia

A differenza di quello che molti pensano, erroneamente, il Rosé non è il risultato della miscelazione di vino rosso e bianco, ma è il prodotto di uve a bacca rossa vinificate in bianco, ovvero con un tempo di macerazione molto breve.

Le bucce di uva rossa vengono lasciate macerare nel mosto per poche ore, al massimo 24 o 48, mentre per ottenere il vino rosso, esso dovrà vinificare per 15 giorni. Le diverse sfumature di rosato si ottengono proprio dalla diversa durata della macerazione: poche ore per un rosa tenue, dalle 12 alle 24 per un rosa chiaretto.

Diverse sfumature per diverse tipologie

A seconda delle tempistiche di macerazione, i vini rosati si suddividono in:

  • Vin Gris: caratterizzati da una sfumatura rosa tenue, grazie all’utilizzo di uva a bassa capacità colorante e alla mancata macerazione del mosto a contatto con le bucce.
  • Blush Wines: prodotti negli Stati Uniti, vengono vinificati in bianco e hanno una connotazione lievemente effervescente.
  • Vini di una notte: la macerazione del mosto avviene tra le 6 alle 12 ore.
  • Vini di un giorno: in questo caso si parla di una macerazione intorno alle 24 ore.

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Versatilità, leggerezza e freschezza

Il Rosé è un vino dalla grande versatilità, che ben si sposa con diverse tipologie di pietanze ed occasioni. Dal sentore fresco, profumato, fruttato e floreale, ha un tannino molto lieve e poco strutturato che si sposa perfettamente sia con i piatti di pesce che di carne. Ideale in accompagnamento a risotti, insalate, dessert, sarà la scelta ideale per i tuoi aperitivi estivi.

 

In Enoteca Al Calice di Vino a Novara, troverai una vasta scelta di vini rosati, per allietare e rinfrescare la tua estate.


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