Al Caffè dell’Amicizia, qui a Novara, è nato uno degli aperitivi più famosi: il Campari.
Oggi il Campari, Campari bitter per l’esattezza, è venduto in 190 Paesi.

Le origini di uno degli aperitivi più famosi

Non tutti lo sanno, ma le sue origini sono novaresi e raccontano la storia di un “self made man”, come lo definirebbero gli anglosassoni. Classe 1828, a 14 anni, Gaspare Campari lascia la natia campagna di Cassolnovo per trasferirsi a Torino per studiare i liquori. Per una combinazione del destino conosce quello che è il maestro pasticcere di casa Savoia, Teofilo Barla, il quale lo raccomanda come apprendista a Giacomo Bass dell’omonima liquoreria, oggi chiusa. Nel 1860 Campari acquista il piccolo “Caffè dell’Amicizia” proprio a Novara e qui comincia a mettere in pratica il sapere acquisito a Torino, inventando diverse miscele aromatiche a cui, argutamente, dà nomi esotici: Elisir di Lunga Vita, Liquore Rosa, Olio di Rhum. Ma sarà il “Bitter all’uso d’Hollandia” che decreterà il successo di Campari.

La creazione: equilibrio e maestria

La sua creazione nasce da un sapiente equilibrio fra erbe aromatiche, frutti e radici che lo rendono perfetto come aperitivo e, allo stesso tempo, gli conferiscono proprietà digestive. Il tocco finale è il colore: rosso rubino. Due anni dopo l’attività si trasferisce a Milano, dove viene aperto il Caffè Campari. Alla morte di Gaspare la gestione dell’azienda passa alla moglie e al figlio Davide. Proprio Davide lancerà il brand collaborando con gli esponenti della corrente del Futurismo, primo fra tutti Fortunato Depero che creerà la caratteristica bottiglia a collo stretto e dalla forma triangolare che ricorda le linee eleganti di un bicchiere da cocktail rovesciato.

Un occhio da imprenditore che porta al successo

L’acume imprenditoriale di Davide lo porta a creare il primo cocktail “pronto uso”: il “Campari Soda”.

Quelli del packaging e della promozione pubblicitaria saranno due chiodi fissi e una scelta vincente nella sua mentalità imprenditoriale. La fama del prodotto sarà tale che negli anni ’70 spingerà Federico Fellini, nemico giurato degli spot, a girarne uno appositamente per celebrare il Bitter Campari. Anche se sono gli anni ’90 a rafforzare la brand identity a livello internazionale e renderla cosmopolita, con personalità del cinema che prestano il volto alla promozione di quella che diventerà un’icona del Made in Italy.

Oggi, identificato dallo slogan “Red Passion”, il Gruppo Campari occupa la sesta posizione nella graduatoria dei produttori degli spiriti di marca.
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