Vi siete mai chiesti se il vino impiegato per celebrare la Santa Messa debba avere caratteristiche particolari? E quali dovrebbero essere le peculiarità di questo vino?

Il principale elemento da prendere in considerazione sono inevitabilmente le Sacre Scritture. È il diritto canonico, in particolar modo, a stabilire i riferimenti ai quali bisogna attenersi: ciò vale tanto per chi ha intenzione di produrre il vino quanto per chi lo acquista. I parametri da prendere in considerazione per la produzione di vino per la Messa possono essere individuati nel Codice di Diritto Canonico, rinnovato da Papa Giovanni Paolo II nel 1983, a partire da quello Pio-Benedettino risalente al 1917. Nel Canone 924, al paragrafo 3, viene specificato che “il vino deve essere naturale, del frutto della vite e non alterato”.

Per le celebrazioni liturgiche, non è dunque ammesso scegliere prodotti sofisticati e lavorati. Un’ulteriore precisazione è contenuta nel capitolo IIIparagrafo 50, dell’Istruzione “Redemptionis Sacramentum”. L’Istruzione indica che durante la celebrazione della Messa il vino viene mescolato ad una modesta quantità di acqua. Viene richiamata anche l’importanza di verificare costantemente “che il vino destinato all’Eucaristia sia conservato in perfetto stato e non diventi aceto.

201711 uva vino messa

Il vino per la Messa, in breve, dev’essere prodotto con uve pure che non sono state in alcun modo contaminate o alterate. La validità del sacramento, infatti, potrebbe essere inficiata proprio dall’utilizzo di un vino non corrispondente ai requisiti. Per quanto concerne il colore del vino, non viene specificato espressamente se questo debba essere rosso o bianco. Allo stesso modo, non vengono fornite indicazioni in merito alla gradazione alcolica; considerando il consumo modesto, tuttavia, si preferisce scegliere vini ad alta gradazione alcolica e in grado di mantenere a lungo inalterate le proprietà organolettiche.

Partendo da tutti questi presupposti si intuisce come la produzione di vino per la Messa sia appannaggio di pochi; i produttori sono generalmente istituzioni religiose o privati in possesso dell’autorizzazione vescovile. Queste aziende vinicole sono diventate produttori storici che portano avanti una tradizione di grande pregio e al tempo stesso di grande fascino.

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