Il Brandy, abitualmente consumato come digestivo dopo i pasti, viene considerato quasi un distillato da meditazione, grazie al suo aroma e all’iconografia cinematografica che lo ha ritratto spesso tra le mani di facoltosi uomini d’affari accompagnato dal fumo di un sigaro.

La nascita del Brandy

Come spesso accade nella storia dell’umanità, dall’esperimento per produrre una cosa scaturisce la creazione di un’altra. Questo è quello che accadde anche al Brandy, che gli arabi antichi distillarono mentre cercavano di creare un medicinale adatto a controllare le crisi respiratorie. Gli olandesi del XVII secolo, in forza della loro potenza di mercanti di vini e di spiriti, lo fecero poi conoscere in tutto il mondo sotto il nome di brandewijn. Gli inglesi, in seguito, tradussero il nome in brandywine che, col tempo, si trasformò nel nome che tutti conosciamo.

Le caratteristiche del Brandy

Il Brandy nasce dalla distillazione di un vino che può essere un bianco o un rosso. L’importante è che sia di qualità ed esente da solfiti, i quali comprometterebbero irrimediabilmente il risultato finale. Uno scarso tenore alcolico, l’acidità elevata e la neutralità aromatica, rappresentano le caratteristiche fondamentali in grado di produrre un ottimo Brandy. Il Trebbiano, che i Francesi chiamano Ugny Blanc, è il vino più utilizzato a livello mondiale per la produzione di questo famoso distillato.

La produzione del Brandy

Per la produzione si effettua una distillazione classica, con il vino immesso in una caldaia che, quando questa viene scaldata, sale sotto forma di vapore verso il condensatore, condensandosi. Le cosiddette “testa” e “coda” della distillazione vengono scartate, per liberarsi della sostanze di scarto che producono. Terminata la distillazione si passa all’invecchiamento in botti, un processo fondamentale che affinerà odori e sapori. L’essenza di legno che costituisce le botti è un elemento imprescindibile per dare al liquido il tipico aroma ricercato. Il brandy, per potersi definire tale, deve rimanere in botte per almeno un anno, ma i migliori e i più famosi possono arrivare fino ai 30-40 anni. Dai tre ai cinque anni, comunque, rappresentano un buon punto di partenza per un Brandy di qualità che spesso è italiano, insieme ai Cognac ed Armagnac francesi. Questo perché nei Paesi di provenienza si producono vini eccellenti. Cognac ed Armagnac sono due dizioni che l’AOC francese, l’equivalente della nostra DOC, utilizza per indicare i Brandy prodotti in queste tipiche regioni.

Da Enoteca Al Calice DiVino a Novara, troverai un’ottima selezione di questo famoso ed affascinante distillato.

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