Oggi è un drink molto famoso che dal 1986 fa parte della lista ufficiale dei cocktail stilata dalla International Bartenders Association (in acronimo IBA), ma come è nato lo Spritz?

Storia dello Spritz

Sembra ormai accertato che il nome Spritz derivi dal termine austriaco “Spritzen”, cioè spruzzare. Va rilevato che nell’800, all’epoca della sua appartenenza al Regno Austro-Ungarico, in Veneto stanziava un alto numero di austriaci che, per un motivo o per l’altro, facevano parte della macchina politico-organizzativa a servizio di Sua Maestà Imperiale. Ma gli austriaci mal sopportavano l’alta gradazione dei vini locali e così li diluivano facendovi spruzzare dell’acqua all’interno. Ricordatevi che se chiedete uno Spritz in Veneto, molto probabilmente, vi serviranno questa variante, ma oggi è solo una delle tante esistenti. La trasformazione dello Spritz in cocktail, invece, è verosimile attribuirla al periodo che va dalla fine della Prima Guerra Mondiale agli anni trenta del secolo scorso. È il momento in cui a Venezia si aggiunge allo Spritz classico il Select prodotto dalla distilleria “Fratelli Pilla & C.”, oggi un prodotto appartenente alla galassia “Gruppo Montenegro S.r.l.”. Un’abitudine che, contemporaneamente, si instaura anche a Padova, dove al posto del Select viene impiegato l’Aperol prodotto dai f.lli Barbieri (oggi Gruppo Campari).

Spritz o Aperol?

Il successo del “restyling” organolettico è immediato e, dopo essere diventato una celebrità nelle due città, negli anni ’70 lo Spritz conquista il Veneto, da cui si allarga a tutta la Penisola. Un altro momento clou avviene agli inizi degli anni duemila dove lo Spritz assume il ruolo di mattatore durante il nuovo fenomeno dell’happy hour. Sono proprio lo Spritz e il rituale di cui è parte integrante che nel 2008 spingono l’Aperol a lanciare l’Aperol Spritz, dando il via ad una campagna pubblicitaria che farà conoscere al grande pubblico l’usanza veneta.

Spritz cocktail IBA

Nel 2011 lo Spritz entra a far parte della lista ufficiale dei cocktails IBA con il termine di “spritz veneziano” che nella sua ultima edizione si è trasformato semplicemente in “spritz”.

La ricetta prevede: 9 parti di prosecco, 6 parti di Aperol e soda o seltz a piacimento. 

Una curiosità!
Esiste anche lo “Spritz bianco”, ossia, la variante preparata esclusivamente con prosecco e acqua frizzante, seltz o soda.

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