L’Alto Medioevo

Dopo il crollo dell’Impero Romano in conseguenza delle invasioni barbariche, l’Europa conobbe un lungo periodo di stasi soprattutto economica con l’abbandono delle campagne e anche il settore vitivinicolo cominciò a subire una certa decadenza.

Nei primi secoli del Medioevo il consumo abituale di vino, quello di qualità migliore, il vinus primus, era riservato quasi esclusivamente ai signori, laici o ecclesiastici, i quali erano gli unici proprietari di vitigni. I loro dipendenti avevano a disposizione un derivato più scadente, il vinus secundus o vinello.

Solo a partire dal VII secolo la viticoltura riprese una lenta ma graduale espansione grazie al prezioso contributo degli ordini monastici, in particolare dei Benedettini che trasformarono i conventi e le abbazie in veri centri vinicoli. Infatti il cristianesimo ereditò dalle tradizioni pagane l’uso rituale del vino a cui attribuiva una forte connotazione simbolica. Durante la messa, i fedeli ricevevano la comunione sotto le due forme eucaristiche del pane e del vino e per i bisogni del culto i religiosi lavoravano i terreni destinati alla coltivazione dei vitigni.

Gli enti monastici disponevano del vino non solo per usi liturgici ma anche per il consumo personale; a tal proposito le regole dei Benedettini e dei Certosini permettevano loro di consumare una quantità seppur ragionevole della bevanda.

Dapprima limitate all’area mediterranea le viti vennero da quel momento introdotte in territori dove le condizioni climatiche erano tutt’altro che favorevoli alla coltivazione e alla crescita di queste piante, nello specifico nelle regioni del Nord Europa dove era invece diffuso il consumo della birra e del sidro.

Il vino dell’Alto Medioevo era a bassa gradazione alcolica e spesso veniva aromatizzato con spezie e allungato con acqua.

Lo sviluppo dopo il IX secolo

A partire dal IX secolo anche i feudatari si fecero promotori della coltivazione della vite data l’indubbia produttività della viticoltura e ad essi nei secoli successivi al Mille si aggiunsero i nuovi ceti urbani. Effettivamente in un’epoca di generale fermento delle attività di scambi commerciali e di crescita demografica si venne a creare un nuovo tessuto sociale cittadino il quale investiva i propri capitali proprio nella terra e fece del vino il segno della propria ascesa sociale. Da allora i vigneti si svilupparono anche al di fuori delle città attorno ai villaggi, ai castelli e in piena campagna.

Il Basso Medioevo

Dopo il XIII secolo l’uso del vino di diverse qualità andò estendendosi a tutti i ceti sociali, rurali e cittadini, almeno nell’Europa centro-meridionale.

Nel basso Medioevo vennero introdotti la selezione dei vitigni, i processi di vinificazione separata delle uve rosse e bianche e di vinificazione delle uve appassite.

Grazie a queste innovazioni non fu più necessario annacquare o aromatizzare i vini.
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