Verso la bottiglia moderna: le prime tracce

Cosa ha portato alla nascita della bottiglia moderna? La minaccia, sulla produzione di vino del Vecchio Continente, da parte delle varietà provenienti dal Nuovo Mondo. Le prime tecnologie di conservazione videro come protagonisti i “vin de gards”, ossia vini che, invecchiando in cantina, non perdevano nulla in termini di qualità; anzi, ne guadagnavano. Fu Arnaud II de Pontac a sviluppare alcune tecniche raffinate di conservazione come l’Ouillage e il Soutirage. Lo stesso Arnaud II riuscì a realizzare un vino rosso destinato a migliorare invecchiando.

Il XVIII secolo: situazione in Francia e Sud Europa

A distanza di un secolo, esattamente nel 1779, è stato il marchese Henri Pascal de Rocheguide a promuovere il primo imbottigliamento nella bassa valle del Rodano, ottenendo un vino invecchiato di 8 anni. Alcuni decenni prima fu Luigi XV decise, nel 1731, a decidere di interdire le nuovi piantagioni con l’obiettivo di porre un freno alla produzione di vini mediocri. L’unica eccezione era rappresentata dal “Terroir”. La successiva rivoluzione francese, portando alla distribuzione delle terre coltivate al popolo, incise profondamente sul mondo della viticoltura francese. Con il passare degli anni nell’Europa meridionale, i vigneti arrivarono a impegnare sempre più lavoratori (anche l’80% della popolazione attiva). E a facilitare il flusso di merci, permettendo al settore vinario di crescere con rapidità, fu la rivoluzione industriale.

L’importanza del tappo di sughero

Fattore cardine per la nascita della bottiglia moderna è stato sicuramente il tappo di sughero. Tale accessorio ha permesso di isolare il volume della bottiglia, evitando al vino di fuoriuscire, o di evaporare. Tra le caratteristiche essenziali del tappo rientra la flessibilità. Una volta compresso deve essere in grado di rigonfiarsi per sigillare perfettamente il collo della bottiglia. Ma il tappo svolge anche il ruolo di “filtro/polmone”, permettendo al gas di circolare tra il vino stesso e l’ambiente esterno. Un equilibrio delicato destinato a influire sull’invecchiamento. Ecco perché i vini di grande qualità richiedono una selezione accurata dei tappi. Un tappo che sia corto e poroso facilita lo scambio attivando l’invecchiamento. Ma, in realtà, uno studio condotto negli anni ’60 dall’enologo Émile Peynaud e del professor Pascal Ribereau-Gayon ha dimostrato che un vino può evolvere anche in assenza della micro-respirazione. La bevanda, in base ai risultati dello studio, sfrutta l’ossigeno in essa contenuto.

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