La storia del vino così come lo conosciamo vive una fase di profondo sviluppo in occasione dell’Impero Romano. L’impatto di un’epoca storica così rilevante è stato decisivo per sviluppare l’enologia in tutte le sue forme. Ecco quali sono stati i tratti salienti di un momento così importante.

I primi sviluppi della produzione del vino

Durante la prima era imperiale, numerose regioni produttrici di vino iniziarono a svilupparsi. Un fattore simile contribuì a un incremento della diffusione dell’alcol, con la probabile nascita fissata per il I secolo a.C. e una diffusione cospicua circa 200 anni dopo. Con l’espansione dell’Impero, anche il culto del vino assunse maggiore rilevanza, anche tramite il passaggio dal Dioniso greco al Bacco latino. Fu solo l’inizio di un’epoca storica davvero straordinaria per il settore del vino.

Un incremento che ha raggiunto subito proporzioni enormi

Passo dopo passo, la vite assume proporzioni enormi. L’avvio dell’età cristiana coincide con la presenza del vino anche nelle regioni ispaniche, galliche e della Britannia. L’imperatore romano Domiziano fu costretto a proibire la nascita di vigneti nuovi di zecca nell’intera penisola italica, puntando maggiormente sul grano. Tuttavia, una misura simile fu regolarmente osteggiata. Pollione contribuì all’introduzione di nuove tecniche vinicole, con ambienti di stoccaggio adatti a ogni contesto.

Come venivano generati i primi vini

Nelle prime fasi, i vini erano tutti di colore chiaro e non venivano sottoposti ad alcuna macerazione. Era sufficiente spremerli per un raccolto cospicuo. Ad ogni modo, il vino rosso esisteva già con un certo anticipo, nonostante se ne fosse avuta certezza in ritardo. La celebre bevanda fu trasportata verso la Gallia Aquitania romana con l’ausilio di apposite anfore e di innovativi barilotti, senza dimenticare le iconiche botti di legno. Anche questi piccoli particolari contribuirono a una crescita notevole dell’enologia in tutte le sue forme, che avrebbe raggiunto dimensioni ancora più enormi nei secoli a venire.

Le varietà antiche più famose

Dal Falerno bianco tra Lazio e Campania al Faustiano Falerno del centro, dal Falerno generico della pianura al Cauciniano Falerno delle somme, il vino diventava sempre più vario. Nella zona dell’Adriatico sorse l’Hadrianum di Atri, mentre l’Albano era caratteristico dei Colli Albani. A poco a poco, il vino assunse un forte significato nel settore medico. Chi apparteneva alle classe sociali più elevate, poteva far sciogliere perle nel vino per migliorare la propria salute.


Per conoscere altre curiosità sul mondo del vino, vieni a trovarci da Enoteca Al Calice DiVino a Novara.