Cercare di capire chi sia l’inventore della vodka equivale ad infilarsi in mezzo alla disputa tra Russia e Polonia: infatti, i due Stati se ne contendono la paternità. E non solo quella, visto che entrambi sono grandi produttori di questo distillato atipico, ma famosissimo, e se ne contendono anche il primato della produzione in termini quantitativi.

Le origini della Vodka

La prima traccia scritta della parola vodka si trova in un registro di Sandomierz, risalente al 1405. Certo, definire “acquetta” un distillato dal sapore pulito e leggero, ma in grado di superare abbondantemente i 50°, deve essere stata opera di qualche buontempone. Per chi non lo sapesse, in molte lingue di matrice slava l’aggiunta del suffisso “ka” al fondo di un vocabolo equivale al nostro vezzeggiativo “ina” o “etta”. Pensate che in russo il termine вода (traslitterato in “voda”) e in polacco “woda” significano acqua e avrete capito l’arcano. Andando avanti nel tempo, nella Russia dello zar Alessio un codice imperiale regolava la produzione della vodka e all’inizio del secolo successivo i nobili erano autorizzati alla detenzione di un alambicco in grado di offrire una piccola produzione destinata al consumo personale.
Nel disastro della Campagna di Russia del 1812 Napoleone requisì ingenti quantità di vodka per rifornire i suoi soldati e proteggerli alla meglio contro la morsa del “Generale Inverno” che decimerà il suo esercito. D’altronde, con il suo sapore poco marcato e l’alta gradazione, la vodka è davvero un liquore “da battaglia”. È in questo modo che la vodka fu portata in Europa.

La diffusione della Vodka

L’evento che, però, aprì davvero le porte alla diffusione del distillato fu la Rivoluzione Russa del 1917, quando nobili come Smirnoff e il conte Keglevich dovettero fuggire all’estero per scampare alle epurazioni dei bolscevichi, fondando industrie per la produzione nei Paesi ospitanti.

Anche nel 2003 ci fu una piccola “rivoluzione” interna ai produttori: Diageo decise di produrre vodka utilizzando come prodotto base l’alcol d’uva, aprendo la strada all’impiego della melassa da parte di altre aziende. Un colpo al cuore per i puristi per cui orzo, grano e patate sono gli unici ingredienti possibili.

Ricordatevi, però, che la vodka può essere impiegata con successo anche nei cocktail: Bloody Mary, Kamikaze, Sex on the Beach, Dirty Martin e tanti altri sono lì a testimoniarlo.


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