Il vino è una bevanda alcolica molto versatile, in grado di abbinarsi a cibi e sapori diversi. Oggi andremo ad esaminare le diverse caratteristiche del vino novello e del vino invecchiato, due tipologie opposte tra di loro ma sicuramente molto apprezzate dal pubblico.

Significato di vino novello

Si può definire vino novello il primo vino che viene prodotto nel corso della vendemmia. Si tratta quindi di una particolare tipologia di vino che, come suggerisce il nome, non presuppone un invecchiamento in bottiglia. Parliamo di un vino dal colore particolarmente vivace, rosso vivido, caratterizzato da una gradazione piuttosto bassa e dal sapore fresco e leggero.

Ma come si fa il vino novello? Questo vino ha una vinificazione differente rispetto alle altre tipologie, proprio perché è un vino da consumare subito, di solito entro i sei mesi dalla messa in commercio, a novembre.

La vinificazione del vino novello prende il nome di macerazione carbonica. Si tratta di un metodo utilizzato solamente con questa tipologia di vino e prevede che i grappoli d’uva vengano messi interi in speciali serbatoi ermetici saturati con anidride carbonica. Il regolamento italiano prevede che le uve debbano restare chiuse nei serbatoi per almeno 10 giorni. In questo modo si consente la fermentazione alcolica degli zuccheri presenti nei grappoli. Una volta terminato questo processo, si procede con la classica pigiatura. Il succo ottenuto verrà poi nuovamente fermentato, così da realizzare un vino novello tipicamente fresco e leggero.

Vini novelli ed abbinamenti con il cibo

Un grande classico della stagione autunnale è l’abbinamento castagne e vino novello, ma in realtà questa tipologia di vino si accompagna perfettamente anche a formaggi freschi, pesce o crostacei, funghi, salumi e carni non troppo strutturate.

Caratteristiche vino invecchiato

Al contrario del vino novello, un vino invecchiato viene prodotto proprio per essere lasciato ad invecchiare nelle bottiglie per periodi di tempo decisamente variabili. Il comune termine “invecchiamento” è in realtà scorretto perché si tratta invece di una “maturazione” del vino stesso. Ovviamente, non tutti i vini sono destinati ad un consumo ritardato. 

Per quanto riguarda il vino rosso, bisogna osservare diversi fattori: la tipologia dell’uva, la bontà dell’annata e il metodo di produzione. Per quelli bianchi invece si dovranno tenere in considerazione il grado di acidità e la dolcezza dell’uva.

Come si toglie l’acido del vino invecchiato

Un momento importante del processo di vinificazione del vino invecchiato è la fase della maturazione. In questo particolare momento, la fermentazione del vino consente il passaggio dell’acido malico, ovvero quell’acido che conferisce alle uve il sapore aspro. Attraverso questo processo, l’acidità del vino diminuisce, rendendolo più morbido e conferendogli un sapore migliore.

Vino invecchiato in mare

Esiste in commercio una particolare tipologia di vino che viene invecchiato direttamente in mare. Sott’acqua ci sono infatti delle vere e proprie cantine di invecchiamento, in cui le bottiglie riposano in attesa del momento giusto per essere vendute. Si tratta ovviamente di vini pregiati che assimilano tutti i vantaggi dell’invecchiamento subacqueo. Buio totale, assenza di ossigeno e movimento delle correnti sarebbero infatti un toccasana per l’invecchiamento del vino.

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